giovedì 19 marzo 2009

Se il Vento potesse parlare


"Per capirmi è necessaria la curiosità di Ulisse
di viaggiare in solitaria.. vedendo il mondo per esistere"
(Samuele Bersani)

---------------------------------------------------------

Non sono altro che un soprabito vuoto.
Mi trascino tra i mondi, tra le esistenze, tra le vite.
Non sono altro che uno storico muto, essere maledetto e diverso che cammina sulle strade degli altri, in cerca di un suo tramonto... in cerca di un miraggio di quiete.
Cammino in silenzio per i cunicoli dello spirito respirando esperienze, gioie e dolori troppo grandi.. e forse.. troppo veri per essere raccontati.
Per questo dell'uomo non posso cogliere che i riflessi lasciati nella pioggia: specchio rotto, rapisco ingrato quei cromi ignari che incrociano il mio sguardo infranto.
Più sinceramente è probabile che debba dire: <>.
Gli umani mi chiamano Vento, mi credono parte di un sistema più grande, mi credono figlio di un dio diverso dal loro...
se solo capissero quanto li invidio...
se solo sapessero quante volte li ho ascoltati in silenzio e muto... ho pianto.
Sono stupendi; anime dipinte in delicati pastelli, così maledettamente impuri, così maledettamente fragili. Sono così legati a ciò che chiamano vita, così forti e potenti nel loro effimero brandirla, così decisi nella loro blasfema convinzione di tirarne i fili, nel loro prepotente bisogno di sentirsi ogni giorno... più reali del resto.
AHh.. se sapessero... se solo potessero vedere oltre il sipario di quel gioco bastardo e imperfetto che chiamano mondo.
Se sentissero sulla schiena quelle mani, troppo antiche per avere nome, che li spingono nella casella vicina... scacchi ignoranti e perdenti... qualunque sia la partita... qualunque sia la scacchiera.
Quanti ne ho visti come loro;
spegnersi per un errore banale, cantare il loro potere alle stelle.
Quanto ho invidiato la loro mancanza... si la loro...
poichè a me fu negato il verbo
a loro l'udito...
se potessero sentire gli Eterni
ridere !
mentre dispongono.. delle loro vite,
mentre dispongono le loro truppe.
Ghignano folli, tra un bicchiere che cade, asciutto..
e un mondo che si spegne, estinto.. e che comunque
mai fu più pieno di quello.
Il gioco degli Eterni va avanti da sempre poichè essi sono
sono stati , e saranno.
Ed in questa mia prigionia di una strada senza fine e senza metà:
sogno.
di rinascere uomo...
per essere sordo invece che muto...
per poter parlare alla morte quando verrà a cercami...
nel quadrato sbagliato.
già in: stradenellanebbia.blospot.com
Martedì 7 novembre 2006

Nessun commento:

Posta un commento