lunedì 23 marzo 2009

City

TITOLO: City
AUTORE: Alessandro Baricco
EDITORE: Bur

Verrebbe da dire che solo un uomo completamente pazzo avrebbe potuto scrivere un romanzo del genere. Beh, allora, forse, Baricco lo è, completamente pazzo. Ma pazzo di una follia lucida, ironica e prepotentemente immaginativa. City è un lavoro che si avvicina maledettamente alla perfezione e che racchiude in sè la genialità propria di molti autori che appaiono in questo libro trasfigurati nell'unico, grande, cantastorie Baricco. Verrebbe da dire che City è una storia di storie, o un mucchio di storie senza storia, ma rimane il fatto che tutti i personaggi sono scolpiti in cristalli dalle infinite sfaccettature e che le parole dell'autore sono un motore immobile straordinario per qualsiasi cosa possa essere descritta o raccontata. Tutte le storie sono legate da un poesia intensa ma che mai ruba la scena ai protagonisti, rimane sullo sfondo come una potente sinfonia che si accontenta di essere colonna sonora per dare a una grande storia la parvenza di mito. Se un neo bisogna trovarlo ( e non necessariamente lo sarebbe per tutti, un neo) possiamo malignare che le parole sono scelte in un lessico d'eccezione e in una varietà di registri notevolissimi, ma che non trasudano poesia fine a se stessa ( come per esempio in Eco) e che il libro che si chiude col finale di due storie, avrebbe potuto presentarle invertite, invertendo così le sensazioni che suscitano ( esplosività e sconcerto ). Lungi da me la megalomania di consigliare a un autore come ordinare i suoi pensieri non mi resta che ribadire quanto con questo libro Baricco sia andato vicino all'eguagliare il Sommo Eco nelle mie valutazioni. Quindi bando ai voti, e se il voto vi sembra ingrato, rileggetevi la recensione.

Voto: 9

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